martedì 6 novembre 2018

La "Loggia Vaticana"






La Gran Loggia Vaticana

Il 12 settembre del 1976 si lesse sulla rivista OP (Osservatore Politico) del giornalista Carmine (“Mino”) Pecorelli (1928-1979) una lista di “presunti massoni” tra cui figuravano cardinali eminentissimi e altre illustri personalità del mondo ecclesiastico. Un esempio? Il Vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi , Mons. Dino Monduzzi alla Prefettura della Casa Pontificia, il vescovo di Bruxelles Leo Suenens, l’arcivescovo di Trento Mons. Gottardi, il vescovo di Albano Mons. Luigi Bonicelli e l’arcivescovo di Ravenna Mons. Baldassarri…per arrivare al Cardinal Baggio, il Cardinal Poletti, il cardinal Pappalardo e il Cardinal Jean Villot Segretario di Stato.


Mino Pecorelli

Da tempo sia in ambiente massonico come in ambiente cattolico-tradizionalista correvano insistenti voci su una presunta “Loggia Vaticana” e il 17 e il 25 agosto di quell’anno l’agenzia di informazione “Euroitalia” aveva diffuso, con data d’ iscrizione, numero di matricola e sigla massonica (monogramma) l’elenco , alla vigilia dell’imminente conclave, di 113 nominativi di ecclesiastici alcuni dei quali “papabili”. Il giornalista Mino Pecorelli non precisò mai come ne fosse venuto in possesso di detta lista ma è noto che era persona vicina al “venerabile” Licio Gelli della P2.




Ma queste liste venute fuori a più riprese erano solo dei falsi? in merito sentiamo quanto scrive il giudice Carlo Alberto Agnoli, il più noto studioso italiano di Massoneria: “passiamo ad analizzare la questione della attendibilità che va attribuita alla lista di OP (Osservatorio Politico) del 12 settembre 1978 e a quella a essa precedente, apparsa su “Panorama” del 10 agosto 1976.Esse ci risultano essere le principali liste di prelati assertamente aderenti alla Massoneria che siano state pubblicate da quando , nel 1717,è stata fondata questa istituzione. Giova notare-continua Agnoli-che i nomi che figurano nei due elenchi sono pressoché uguali: la differenza è che OP omette due nominativi riportati da “Panorama” , e ne aggiunge altri otto che in quest’ultima rivista non figurano…sarebbe gravemente erroneo liquidarli come senz’altro inattendibili, come sbrigativamente fece il giornalista di ‘Panorama’ con riferimento a quello da lui stesso pubblicato. Egli, infatti, specificò che quei nominativi ‘circolano da qualche mese’ in Vaticano. E’ ragionevole, dunque, arguirne  che in ambiente così qualificato essi trovavano , quanto meno, qualche credito. Tanto ne trovavano che, alcuni cardinali’ chiesero con insistenza che si facesse chiarezza” e che Paolo VI (1897-1978), tramite l’allora vescovo, poi Cardinale, Monsignor Benelli, fin dal 1975, affidò in via discreta e confidenziale le indagini nientemeno che al Comandante Generale dell’Arma Generale Enrico Mino, con particolare riguardo alla persona del Vescovo Annibale Bugnini(1912-1982), autore della discussa e rivoluzionaria riforma liturgica.
Riferisce il giornalista di “30 GIORNI” che, sulla base degli elementi da lui acquisiti , quell’alto ufficiale espresse  il convincimento che l’elenco fosse vero. Nuovi e più approfonditi  accertamenti vennero richiesti al medesimo generale verso la metà del 1977 dall’autorevole Cardinale Arcivescovo di Genova Giuseppe Siri(19016-1989), evidentemente insoddisfatto perché vedeva rimanere ai loro posti nella Chiesa persone in forte odore di Massoneria. Ma il Generale Mino il 31 ottobre di quell’anno precipitò con il suo elicottero , in Calabria sul monte Covello, trovando la morte in circostanze che “30 GIORNI” dell’11 novembre 1992, indica come altamente sospette ‘portando così nella tomba -commenta sempre quella rivista-i risultati della seconda indagine’. ‘Restano poi da spiegare-prosegue il nostro giornalista-delle misteriose telefonate, di cui esistono le intercettazioni, nel corso delle quali(Licio Gelli)Venerabile burattinaio (della Loggia P2) parlava della successione al generale Mino prima ancora che questo morisse nel tragico incidente aereo. Perché-si domanda ancora Carlo Alberto Agnoli- quella lista trovò tanto credito in Vaticano? …è verosimile la storia , riferita dal giornalista di “30 GIORNI”, che essa fosse stata compilata sulla base di documenti fotocopiati presso la sede del Grand’Oriente d’Italia da un giovane impiegato- nipote di un frate- che, in presenza dello zio, consegnò tutto a Mons. Giovanni Benelli(1921-1982), allora Sostituto della Segreteria di Stato, il quale li fece giurare entrambi ‘che non stavano mentendo su un argomento così grave’. Certo si è che un plico di fotocopie di quei documenti, verosimilmente di seconda generazione, era in possesso del cardinale Dino Staffa(1906-1977). Anche “30 GIORNI” , del 6 giugno 1992, ne riproduce tre. Ma ecco che dopo la lista di ‘Panorama’ sopravvive quella dell’Osservatore Politico (0P) di Pecorelli…che come risulta dalla commissione d’inchiesta parlamentare di quella famigerata Loggia, è membro della P2, le sue parole sono quelle di uno che è addentro alle segrete cose. Nella premessa dell’elenco, terribilmente corredato, a differenza di quello di ‘Panorama’, di tanto di data e numeri  delle tessere di iscrizione, il che gli conferisce un tono di grande attendibilità, egli dice, in sintesi, di essere venuto in possesso della lista il 28 agosto precedente. Invita quindi l’appena eletto Albino Luciani (1912-1978) a un rigoroso controllo e conclude con queste parole: ‘pubblicando questa lista di ecclesiastici forse affiliati alla Massoneria riteniamo di offrire un piccolo contributo(alla chiarezza nella Chiesa cattolica n.p.c.) O UNA PIOGGIA DI SMENTITE O, NEL SILENZIO, L’EPURAZIONE’. Mancò la ‘pioggia’ e mancò anche l’epurazione. Anche perché di lì a pochi giorni (28 settembre 1978) morì Giovanni Paolo I -‘che aveva manifestato l’intenzione di metter mano alla questione dello IOR  e di far chiarezza in merito alla lista dei presunti prelati iscritti alla Massoneria’ … va detto, che prima ancora della loro pubblicazione  le future liste di ‘Panorama’ e ‘OP’ avevano trovato una significativa conferma…infatti …Monsignor Annibale Bugnini (autore) di quella famosa riforma liturgica che ha sconvolto il rito millenario della Santa Messa…nel luglio del 1975 veniva eliminato dalla Curia Romana e nel settembre spedito come nunzio in Iran, ed è lui stesso, nel  suo libro intitolato ‘La Riforma liturgica’ a riconoscere che il suo allontanamento fu dovuto alle prove di appartenenza alla setta raccolte a suo carico…naturalmente (per lui) ‘perfida calunnia’.

(cfr. Carlo Alberto Agnoli in “La Massoneria all’attacco della Chiesa”)


Ecco cosa ha dichiarato il generale Gianadelio Maletti, numero due del Sid, alla Commissione parlamentare sul terrorismo:  «Io conoscevo personalmente il generale Mino, ero suo amico. Se ci sono stati dei dubbi - credo che sussistano - sulla strana morte del generale Mino, avvenuta in un terreno  non particolarmente difficile, la cosa non è mai stata chiarita. E’ sembrato strano che l’elicottero sia esploso, sia caduto in quelle condizioni tragiche». 














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