lunedì 22 dicembre 2014

FRANK GIGLIOTTI




Frank Bruno Gigliotti (1896-1975), originario di San Bernardo (Catanzaro, Calabria), emigrò negli USA - in una piccola città della Pennsylvania - con sua madre vedova quando lui aveva quattro anni, e rimase orfano all’età di 10 anni.
Il giovane Frank fu quindi adottato prima dagli Indiani Sioux del Sud Dakota, e poi dagli Indiani Cheyennes del Montana, e stette con loro. Dopo una carriera di successi come fantino, si convertì.
Preso il diploma nel 1921 viene chiamato dalla Chiesa Presbiteriana Italiana di Schenectady (NY) per diventarne il pastore, e nel 1922 si sposò.
Una volta ordinato pastore, però mostrò una condotta che diventò imbarazzante per la Chiesa Presbiteriana, che nel 1924 lo persuase ad accettare di andare a studiare presso un Istituto Biblico di Roma. E così Gigliotti arriva in Italia e frequenta il Collegio Metodista Internazionale di Monte Mario a Roma.
Nel 1926 Gigliotti ricevette dallo Stato Italiano, il riconoscimento di Commendatore della Corona d’Italia, che gli fu conferito alla presenza del Re Vittorio Emanuele III e di Benito Mussolini.
Presa la laurea in teologia presso il Collegio Metodista di Roma nel 1928, tornò negli USA, dove fu pastore di una Chiesa nel Montana, poi di un’altra nell’Oregon, e poi pastore di una Chiesa Presbiteriana in California a Lemon Grove.


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La massoneria

Frank Gigliotti era un massone, del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Era peraltro membro della famosa loggia massonica “Garibaldi Lodge” di New York.
Quando infatti morì nel 1975, i funerali di Gigliotti si svolsero a San Diego in un Tempio Massonico del Rito Scozzese sotto gli auspici della Loggia 736 di Lemon Grove. Il presidente americano Franklin Roosevelt (1882-1945), massone del 32° grado, considerava Gigliotti “un uomo secondo il suo cuore”, e lo aveva soprannominato “Buddha”.
In merito alla Loggia “Garibaldi”, l’ex Gran Maestro del GOI Giuliano Di Bernardo parla di “mafia, infiltrata nella famosa loggia Garibaldi: un concentrato di esponenti dell’area grigia tra massoneria e malavita”.

Resta il fatto che Gigliotti è stato un alto dignitario della massoneria statunitense in quanto presidente del comitato dei massoni Usa che dopo la caduta di Mussolini condurrà in porto la riunificazione della massoneria italiana sotto il controllo di quella USA.
Andiamo con ordine. Nel 1947 Gigliotti fu l’artefice del primo riconoscimento del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani da parte della Circoscrizione del Nord della massoneria americana.
Nella primavera del 1958 Frank Bruno Gigliotti fondò il “Comitato nazionale di cittadini americani per rendere giustizia alla massoneria italiana” che si attiverà per la riunificazione della massoneria italiana.




Nella primavera del 1960, il GOI (palazzo Giustiniani) - unendosi con la Gran Loggia degli ALAM (piazza del Gesù), con un atto di unificazione firmato ufficialmente il 24 aprile 1960 a Napoli alla presenza di Frank Gigliotti - ottiene il secondo riconoscimento, quello cioè della Circoscrizione del Sud della Massoneria americana (già assegnato al “gruppo degli Alam” di piazza del Gesù).Riunione che non è stata semplice.
Per riunire il GOI con la Gran Loggia degli ALAM  bisognava superare le antiche diatribe.

Gigliotti inizia insieme a Cortini (Gran Maestro del GOI dal 1953 al 1956) una grande opera di mediazione. Il Grande Oriente impone, al rappresentante italo americano,  che tutti i fratelli presentino il proprio certificato penale insieme a quello dei carichi pendenti. Il Grande Oriente, infatti, non si fida.
Gigliotti si dà da fare. Alcuni fratelli del gruppo degli Alam si dimettono mentre altri vengono allontanati. Il problema rimane circoscritto al principe Alliata di Montereale accusato di essere in qualche modo collegato alla strage di Portella delle Ginestre, dove la banda di Salvatore Giuliano aveva sparato contro la folla riunita per la festa del primo maggio provocando undici morti ed una settantina di feriti. Al separatista Alliata di Montereale si contestavano anche rapporti con gruppi legati alla mafia siciliana. Tutti i fratelli trattengono il fiato. Ad essere imputato, infatti, è il massimo rappresentante di Piazza del Gesù.
Ma l’opera di persuasione di Gigliotti, svolta anche attraverso parte del personale americano presso l’ambasciata romana (che poi costituirà la loggia “Colosseum”) produce i suoi frutti. L’unione avviene. Gigliotti ha vinto.
Il 7 luglio 1960, poi, Frank Gigliotti fa riavere alla massoneria italiana il Palazzo Giustiniani, la sede storica del GOI che il governo fascista aveva confiscato. Con l’incontro di Giuseppe Trabucchi, in rappresentanza del governo italiano, Publio Cortini, in rappresentanza del Grande Oriente e dell’ambasciatore americano, massone, James Zellerbach, fu firmato il protocollo che risolveva in via extragiudiziale la questione di Palazzo Giustiniani. Malgrado le sentenze dei giudici che davano torto al GOI.
Un mese dopo la transazione con lo Stato, per il rilascio di Palazzo Giustiniani, la massoneria italiana proclamò Frank Gigliotti Gran Maestro Onorario a vita, membro emerito del Supremo consiglio italiano del Rito scozzese e rappresentante per l’Italia alla Conferenza Massonica di Washington.

Il 15 luglio 1961, Giordano Gamberini (che sponsorizzerà la rapida ascesa di Licio Gelli nella massoneria, incaricandolo di proseguire l’opera di Frank Bruno Gigliotti), un uomo di fiducia della CIA, viene eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e manterrà la carica fino al 1970. Già la CIA.
Frank Bruno Gigliotti nel 1939 fu chiamato a far parte dei servizi segreti americani: prima fu un informatore dell’FBI (Federal Bureau of Investigation, i servizi segreti interni statunitensi), poi un agente dell’Oss (Office of Strategic Service) che era un servizio segreto statunitense istituito nel giugno 1942 e fu operante nel periodo della seconda guerra mondiale (Gigliotti fu capo consigliere della sezione italiana dell’OSS), e poi un agente della CIA dal 1947 (peraltro nel 1960 Gigliotti fu nominato capo settore della CIA in Italia.
Gigliotti si occupò per conto dell’OSS di preparare lo sbarco degli americani in Sicilia, anche attraverso i rapporti con la mafia e la massoneria.
Frank Gigliotti era infatti legato al “Circolo della mafia” messo in piedi dal boss Victor Anfuso per preparare lo sbarco degli Alleati in Sicilia - come dice Massimo Brugnoli, esperto di criminalità organizzata.
 Nel 1942 Gigliotti (assieme all’Oss) formò l’American Committee for Italian Democracy (Il Comitato Americano per la Democrazia Italiana), appoggiato dall’associazione di stampo massonico Sons of Italy.
Lo zampino dell’immancabile Frank Gigliotti lo si ritrova anche nella storica scissione nel Partito Socialista Italiano. Scissione che  diede vita al PSLI (che poi nel 1952 diventerà PSDI).
Peraltro Giuseppe Saragat viene dato per massone iniziato, durante l’esilio, alla loggia Fratelli Rosselli di Parigi.
Nella Massoneria del Rito Scozzese Antico ed Accettato, il 33° è il più alto grado che si può ricevere, e Frank Gigliotti lo ricevette nel dicembre del 1971, diventando quindi un Sovrano Grande Ispettore Generale.




                           
                                              


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