venerdì 12 aprile 2013

FAMIGLIA GENOVESE

Pietro Morello
La Famiglia Genovese, conosciuta anche con il nome di "Famiglia Luciano" è una delle cinque famiglie mafiose di New York che controlla le attività (criminali e non) della città e di altri stati d'America. La Famiglia Genovese è stata sin dalla sua fondazione una delle più potenti e temute famiglie mafiose di Cosa nostra americana.
Dagli esperti è stata soprannominata Ivy league e Rolls Royce della criminalità organizzata. Nel corso degli anni ha mantenuto rapporti di alleanza con tutte le "Famiglie" di Cosa Nostra, soprattutto con quelle di Cleveland, Boston, Buffalo e Filadelfia. Alla fine degli anni settanta, la "Famiglia" manipolò alcuni importanti membri della Famiglia di Filadelfia, convincendoli a ribellarsi e ad ordire l'omicidio del loro Boss Angelo Bruno, al fine di prendere il controllo del territorio e dei Casino di Atlantic City, controllati proprio dalla Famiglia Bruno di Filadelfia.
Nel corso degli anni si sono succeduti alla guida della Famiglia potenti boss del calibro di Lucky Luciano, Frank Costello, Vito Genovese, Thomas Eboli, Philip Lombardo, Vincent Gigante, Liborio Bellomo e Daniel Leo.

Le origini 
cagedwolves.com - Ciro Terranova
Ciro Terranova
Le origini della Cosca sono da individuarsi nella città di Corleone. Giuseppe Morello e i suoi fratellastri Vincenzo, Nicola e Ciro Terranova, potenti "uomini d' onore" di Corleone, si stabilirono a New York nel 1897, diventando presto la più potente Famiglia mafiosa della città e di conseguenza la più potente della nazione, dalla fine dell'800 fino alla fine degli anni dieci. La Famiglia aveva il controllo totale di Manhattan e di East Harlem per quanto riguarda estorsioni, gioco d'azzardo, scommesse illegali, contraffazione e fabbricazione di banconote false.
Nel 1919 scoppiò una faida tra Morello e la Famiglia di Salvatore D'Aquila di Brooklyn, chiamata in seguito Famiglia Gambino, sostenuta dal gangster Umberto Valenti, il quale venne assassinato nel 1922 su ordine di Joe Masseria, che divenne il nuovo boss della cosca per volere di Giuseppe Morello, che si riservò il titolo di consigliere. Durante il Proibizionismo, Masseria si associò con il gangster Lucky Luciano e i suoi soci non-siciliani Frank Costello, Vito Genovese e Joe Adonis per via dei loro stretti contatti con i contrabbandieri di alcolici ebrei e irlandesi. Però nel 1930 il potere di Masseria viene messo in pericolo da Salvatore Maranzano, potentissimo boss proveniente da Castellammare del Golfo.
Per tutelare i propri interessi, Masseria ordinò l'omicidio del boss Gaetano Reina, un suo alleato che sospettava di tramare con Maranzano: inizia così la famosa "guerra castellammarese". Maranzano rispose facendo assassinare Giuseppe Morello, il consigliere di Masseria.
Il 15 aprile 1931, Joe Masseria venne ucciso mentre pranzava con il suo alleato Lucky Luciano al ristorante Scarpato's di Coney Island, dai killer dello stesso Luciano che aveva organizzato l'omicidio assieme a Maranzano, che gli affidò gli affari del defunto Masseria. Infine Luciano fece assassinare anche Maranzano (settembre 1931) e rilevò la Famiglia di Masseria con la benedizione degli altri boss, formando la Commissione, che comprendeva non solo le Cinque famiglie di New York ma anche la Chicago Outfit di Al Capone e la potente Famiglia di Buffalo di Stefano Magaddino.

Il dominio di Lucky Luciano
LUCKY LUCIANO
Nella sua nuova Famiglia, Luciano nominò Vito Genovese suo vice, Frank Costello come consigliere e, come capidecina, Ciro Terranova, Joe Adonis, Settimo Accardi, Anthony Strollo, Anthony Carfano, Thomas Greco, Willie Moretti, Michael Coppola, Rocco Pellegrino, Ruggero Boiardo, Sam Cuffaro, James Angelina, Gaetano Ricci, John Biello, John De Noia.
La cosca con le sue attività illecite (estorsioni, scommesse, gioco d'azzardo, edilizia, appalti truccati, sindacati, usura, prostituzione, riciclaggio, contraffazione di banconote, traffico di narcotici ed altri racket) si espandeva non solo nello Stato di New York, ma anche in California, Florida, Connecticut, Nevada e a Cuba . Nel 1936, Lucky Luciano venne arrestato e condannato ad una pena che andava dai 30 ai 50 anni, assieme al suo soldato di fiducia Dave Petillo e ad altri sette affiliati della cosca, con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. Pur continuando a comandare dal carcere, Luciano nomina come reggente della Famiglia il suo vice Vito Genovese, con l'aiuto del consigliere Costello. Ma nel 1936 Genovese, accusato dell'omicidio di Ferdinand Boccia, un soldato della cosca, fu costretto a darsi alla latitanza e a fuggire in Italia. Luciano dal carcere affidò così la reggenza a Costello.




La leadership di Costello e la lotta con Genovese
FRANK COSTELLO
Frank Costello si occupava del lato finanziario e politico della famiglia. Fu soprannominato il "Primo Ministro della Malavita" per i suoi contatti con la politica, la magistratura e l'imprenditoria. Costello credeva molto nella diplomazia e nella disciplina, ed era aiutato nella conduzione della famiglia dal consigliere non ufficiale Meyer Lansky, il migliore amico di Lucky Luciano. Con il consenso di Luciano e in società con altri boss, finanziò la costruzione del primo casinò di Las Vegas. Le operazioni furono affidate a Meyer Lansky e a Bugsy Siegel.
Costello fu il reggente della famiglia, agli ordini di Luciano, per circa 10 anni fino al 1946, anno in cui lo stesso Luciano fu espulso dagli Stati Uniti e rimpatriato in Italia. Con l'uscita dalle scene di Luciano, Costello divenne il boss ufficiale. Ma, sempre nel 1946, Genovese fu estradato in America per essere processato. Con l'eliminazione dei potenziali testimoni e la corruzione dei vari giudici, Genovese fu assolto dall'accusa di omicidio. Genovese iniziò a tramare contro Costello per prenderne il posto.
Nel 1951 Willie Moretti, vicecapo della famiglia e fedelissimo di Costello venne assassinato in un ristorante di Fort Lee nel New Jersey, dai killer di Vito Genovese. Chiamato a dare delle spiegazioni a Costello, Genovese si disse estraneo all'omicidio e Costello decise di temporeggiare, per non scatenare una faida interna. Nel 1953 con l'espulsione in Italia di Joe Adonis, potente capodecina e suo sostenitore, la forza di Costello cominciò a diminuire. Nel 1957 Genovese si alleò con Carlo Gambino e Gaetano Lucchese, nuovo Boss della Famiglia Gagliano, per organizzare l'omicidio di Albert Anastasia, boss della Famiglia Mangano e potente alleato di Costello. Con la morte di Anastasia e il ritiro dalle attività mafiose di alcuni dei più potenti e fedeli capidecina di Costello, Genovese decise di eliminare Costello.
La sera del 2 maggio 1957, mentre stava rientrando nel suo appartamento con la moglie, Frank Costello venne ferito alla testa da un colpo di pistola sparato da un killer di Genovese, Vincent Gigante. Rimasto leggermente ferito alla testa e ormai stufo delle attività mafiose, Costello decise di "ritirarsi in pensione" lasciando il posto di boss della Famiglia a Vito Genovese.


L'era Genovese 
Diventato il nuovo boss, Genovese ristruttura la cosca e nomina
VITO GENOVESE
vicecapo Jerry Catena, e consigliere Michele Miranda. Assieme ad altri boss organizza la famosa riunione di Appalachin. Nel 1959 fa assassinare Anthony Carfano, potente capodecina e suo potenziale rivale, deciso a prendere il suo posto alla guida della Famiglia. Pochi mesi dopo Genovese viene accusato di essere uno dei capi del traffico di eroina e condannato a 15 anni di prigione. Pur continuando a comandare dal carcere, Genovese forma un pannello di commissione per il controllo degli affari della Famiglia, formato dai suoi fedelissimi. Nomina Anthony Strollo reggente, coadiuvato da Jerry Catena, Michele Miranda, e da Thomas Eboli e Philip Lombardo, i capidecina più fidati.
Nel 1962 dal carcere ordina l'omicidio di Strollo. Anthony Strollo, uscito dalla sua casa nel New Jersey, scompare di "lupara bianca" e il suo corpo non verrà mai più ritrovato. Al posto di Strollo, come reggente viene nominato Thomas Eboli.
Sempre nel 1962 Joe Valachi, soldato e autista di Genovese, detenuto insieme a lui nella stessa cella nel penitenziario di Atlanta, durante l'ora d'aria nel cortile uccise un altro detenuto a sprangate. Valachi credeva in realtà che l'uomo da lui assassinato fosse Joseph Di Palermo, un "uomo d'onore" della Famiglia Lucchese, incaricato di uccidere Valachi su ordine di Genovese, che pensava di essere tradito.
Valachi fu convinto dalle autorità a testimoniare per la prima volta contro la mafia, svelando i segreti di Cosa nostra alle autorità. Genovese fu ritenuto dagli altri boss il responsabile di questa pubblicità indesiderata.



La morte di Genovese e i boss di facciata
Nel 1969 Genovese muore di cause naturali in prigione e il boss ufficiale della Famiglia diviene Philip Lombardo. Questi, tuttavia, per distrarre l'attenzione delle forze di polizia e dei boss rivali, decise assieme a Catena e Miranda di creare un "boss di facciata". Boss di facciata era Thomas Eboli, ma dietro le quinte continuava a comandare Lombardo, che segretamente stava istruendo alla successione un suo pupillo, l'ex guardaspalle di Genovese e ora capodecina Vincent Gigante.
Nel 1972 Thomas Eboli, appena uscito dalla casa della sua amante, venne assassinato. L'ordine era stato dato da Carlo Gambino, per la mancata restituzione di un prestito di 4 milioni di dollari, derivante dal traffico di droga. A sostituire Eboli come boss di facciata fu il capodecina Frank Tieri, sostenuto da Carlo Gambino, suo grande amico, ma a comandare dietro le quinte c'era sempre Lombardo. Questa tattica ebbe grande successo nell'ingannare e confondere le forze dell'ordine.
Sempre nel 1972, Michele Miranda e Jerry Catena si ritirano dalle attività mafiose. Miranda morirà per cause naturali un anno dopo. Lombardo nomina Vincent Gigante vicecapo e Anthony Salerno consigliere, con Tieri sempre come boss di facciata. Nel 1980 i vertici della Famiglia Tieri, Gigante e Salerno, su ordine di Lombardo, manipolano alcuni capidecina della Famiglia di Filadelfia, convincendoli ad uccidere il loro boss Angelo Bruno. Bruno si opponeva alla Famiglia Genovese, che ad Atlantic City cercava di prendere il controllo di alcuni casinò e dei vari racket legati al gioco d'azzardo, controllati proprio dalla Famiglia di Filadelfia. Dopo una sanguinosa faida interna per il controllo della cosca di Filadelfia, Nicky Scarfo sostenuto dai Genovese diventa il nuovo boss, dando il permesso a Lombardo, Gigante e soci di operare ad Atlantic City.
Nel 1981, Frank Tieri venne arrestato e condannato grazie alla legge RICO; un mese dopo morì di cause naturali. A sostituire Tieri come boss di facciata, Lombardo nomina Salerno. Alla fine del 1982, anche Philip Lombardo decise di ritirarsi nella sua residenza in Florida e nominò come boss ufficiale Gigante. Salerno fu il boss di facciata della Famiglia fino al 1986, anno in cui fu condannato a 100 anni di carcere assieme ad altri boss delle cinque famiglie.


The oddfather
Dal 1986 Vincent Gigante istituisce un metodo più rigoroso e segreto per comunicare con i suoi luogotenenti, creando il "boss di strada" o messaggero, con lo scopo di isolarsi dalle indagini di polizia. Gigante impartiva gli ordini al figlio Andrea o a qualcuno dei suoi fedelissimi. Per sfuggire alle incriminazioni incominciò a fingersi pazzo, e per questo motivo fu soprannominato The Oddfather, ovvero il padrino pazzo.
Gigante curava personalmente i suoi affari dal "Triangle Social Club", nel Greenwich Village, il quartiere dove era nato e risiedeva. Gli altri affari erano gestiti dal suo vicecapo V
enero Mangano, che operava a Brooklyn, dal consigliere Louis Manna, della fazione del New Jersey, e da altri quattro fidatissimi capidecina. Nel 1985 Paul Castellano, capo della Famiglia Gambino e alleato di Gigante, era stato ucciso dagli uomini di John Gotti senza il permesso della commissione. Così Gigante cospirò l'omicidio di Gotti assieme al capo Vittorio Amuso e al vicecapo della Famiglia Lucchese, Anthony Casso. Il 13 aprile 1986 fu piazzata un'autobomba nell'auto di Gotti, ma lo stesso Gotti si salvò, mentre a morire fu il suo vicecapo Frank DeCicco .
Dalla fine degli anni ottanta all'inizio degli anni novanta Gigante mantiene il controllo della Famiglia con il pugno di ferro, ordinando gli omicidi di diversi uomini d'onore. All'inizio degli anni novanta, Sammy Gravano, vicecapo dei Gambino, decide di collaborare con la giustizia e, oltre a testimoniare contro Gotti e i leader della sua Famiglia, accusa anche Gigante di essere il capo della Famiglia Genovese. Nel corso degli anni novanta, ci saranno altri pentiti che accuseranno Gigante. Nel 1997 Gigante viene considerato sano di mente dagli psichiatri dell'FBI e viene condannato a 12 anni di carcere federale, dove continuerà a comandare fino alla sua morte, avvenuta per attacco cardiaco il 19 dicembre 2005 nel carcere di Springfield, Missouri.


Attuale leadership della famiglia
Daniel Leo
Alla metà degli anni novanta, a causa di numerosi pentiti, molti importanti membri della Famiglia Genovese come il vicecapo Venero Mangano, consigliere Louis Manna, i capidecina Liborio Bellomo, James Ida, sono stati condannati a lunghe pene detentive. Nonostante i numerosi arresti, la Famiglia Genovese resta una delle più potenti famiglie mafiose di New York e d'America, con una forza di circa 270 affiliati e decine e decine di associati. Alla morte di Gigante nel 2005 ci sono stati diversi Boss reggenti, ma gli esperti sostengono che dal marzo 2005 il vero Boss sia Daniel Leo, attualmente in carcere e condannato a cinque anni per estorsioni e usura. Il vicecapo sarebbe sempre l'anziano Venero Mangano, che guiderebbe la fazione di Brooklyn. Consigliere è Lawrence Dentico, che guiderebbe la fazione della Famiglia del New Jersey; condannato per racket, estorsioni e usura, Dentico è stato rilasciato il 12 maggio 2009.
Nel luglio 2008 il capodecina Liborio Bellomo, pupillo di Gigante, è stato rilasciato dopo 12 anni di carcere. Le autorità sostengono che sarà uno dei probabili boss della Famiglia assieme ad uno dei suoi principali rivali, il capodecina Tino Fiumara, leader della fazione del New Jersey, anche lui ex fedelissimo di Gigante. Nonostante gli arresti, la Famiglia Genovese mantiene ancora tutto il potere e l'influenza, non solo a New York e nel New Jersey, ma anche ad Atlantic City, in Florida e in California, rimanendo la più potente Famiglia mafiosa di New York e vantando solidi legami con le cosche siciliane.


Boss della Famiglia

1931 - 1946 Lucky Luciano, arrestato nel 1936, ed espulso in Italia nel 1946
1936 - 1946 Frank Costello, Boss reggente su delega di Luciano
1946 - 1957 Frank Costello, Boss ufficiale dopo l'espulsione dagli Stati Uniti di Lucky Luciano
1957 - 1969 Vito Genovese, arrestato nel 1959, e morto in carcere nel 1969
1959 - 1962 Anthony Strollo, Boss reggente, scomparso di lupara bianca nel 1962, su ordine di Genovese
1962 - 1972 Thomas Eboli, Boss reggente fino al 1965 e Boss di facciata fino al 1972, anno in cui fu assassinato
1969 - 1981 Philip Lombardo, Boss ufficiale, utilizzò come Boss di facciata prima Eboli e poi Tieri si ritirò nel 1981
1972 - 1981 Frank Tieri, Boss di facciata, morto nel 1981
1981 - 1986 Anthony Salerno, Boss di facciata, arrestato e condannato all'ergastolo nel 1986, in realtà a detenere il potere era Vincent Gigante
1981 - 2005 Vincent Gigante, Boss ufficiale dal 1981 utilizzò Salerno come Boss di facciata fino al 1986, arrestato nel 1997, morì in carcere nel 2005
1997 - 2005 Dominick Cirillo, Boss reggente su delega di Gigante fino al 1998 e Boss di facciata fino al 2005
1998 - 2005 Matthew Iannello, Boss reggente su delega di Gigante
2005 - 2008 Mario Gigante, Boss di facciata su delega del fratello Vincent mentre si trovava in prigione
2005 - Attualmente Daniel Leo, condannato nel 2007 a 5 anni di carcere, presunto attuale Boss della famiglia.

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